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Gli eurodeputati del Gruppo S&D manifestano tutto il loro disappunto per l'accordo raggiunto dai negoziatori della Commissione europea, il Consiglio e il Parlamento, con il quale s'introdurrebbe come nuovo standard minimo, la raccolta obbligatoria delle impronte digitali su chip per il rilascio di nuovi documenti d'identità. Ciò è avvenuto nonostante una ferma richiesta del Parlamento europeo affinché questa misura fosse opzionale, vale a dire a discrezione degli stati membri. I gruppi politici conservatori e di centrodestra quali il PPE, ALDE ed ECR hanno deciso martedì di accettare la proposta del Consiglio di rendere obbligatorie le impronte digitali. Le nuove norme devono essere ancora approvate in sessione plenaria del Parlamento europeo.

Sylvia-Yvonne Kaufmann, eurodeputata S&D responsabile dell'aggiornamento delle norme  per i documenti d'identità, ha commentato:

“Siamo molto delusi dai risultati di queste negoziazioni. Appoggiamo pienamente la revisione e l'aggiornamento degli standard per i documenti d'identità che ne rendano più difficile la falsificazione e più semplice l'utilizzo. Tuttavia, l'obbligo di raccogliere le impronte digitali per i documenti d'identità in tutta Europa non è necessario, è oneroso e solleva una serie di preoccupazioni in termini di privacy. Riteniamo che la decisione se raccogliere o meno le impronte debba essere presa a livello nazionale, non a livello dell'UE, in modo tale che i singoli stati membri possano discutere dell'opportunità della misura. Al contrario, lo scenario che si profila in questo momento è quello in cui i primi ministri possano evitare di affrontare e dibattere la questione nelle assemblee parlamentari nazionali e si sentano legittimati a giustificare la misura come imposta da Bruxelles.”

“Noi continueremo ad opporci a queste misure che, ribadisco, riteniamo non necessarie, nel momento in cui saranno rimesse all'approvazione del Parlamento europeo in sessione plenaria.”