Il nostro lavoro in commissione Giuridica

Mediante il lavoro alla commissione affari legali, il Gruppo S&D si adopera per facilitare l’accesso dei cittadini alla giustizia, compresi coloro che si muovono oltre confine, e offre risposte concrete alle nuove sfide poste dal digitale. I diritti di proprietà intellettuale, che si tatti di brevetti, marchi, o diritti d’autore, vanno protetti in modo adeguato affinché la creatività e l’innovazione trovino in Europa un terreno fertile di sviluppo e si moltiplichino le opportunità per i talenti europei. La nostra attenzione è rivolta sia ai creatori, sia agli utenti finali, e ci stiamo battendo tenacemente per garantire che le imprese, quando operano al di fuori dei propri confini nazionali, ma all’interno dell’Unione europea, lo facciano in modo responsabile nel pieno rispetto delle leggi europee e nazionali in materia di fisco, diritti dei lavoratori a previdenza sociale.

I nostri risultati

Ricorsi collettivi

A seguito del dieselgate, lo scandalo che ha portato allo scoperto le manomissioni ai test sulle emissioni perpetrati dal gruppo automobilistico Volkswagen per migliorare, sulla carta, le prestazioni delle proprie auto in termini di rispetto dell’ambiente e della salute umana, il Gruppo S&D è riuscito a far sì che la Commissione europea avanzasse proposte per l’introduzione di norme a livello europeo sulle cause collettive. I consumatori che disponevano di questo prezioso strumento di azione collettiva, come ad esempio i consumatori americani, sono riusciti ad ottenere dei risarcimenti economici, mentre i consumatori europei non hanno ricevuto alcunché. Nonostante la potenza delle lobby delle compagnie multinazionali e i tentativi dei gruppi di destra d’indebolire i contenuti delle proposte, il Gruppo S&D è riuscito a rafforzarle, chiarendo che non vi sono né differenze, né eccezioni, fra i diritti dei viaggiatori che si muovono in aereo o in treno. Come abbiamo potuto osservare dai disagi provocati dalle massicce cancellazioni di voli Ryanair, è fondamentale che i passeggeri abbiano a disposizione gli strumenti per portare avanti cause collettive. Ci siamo assicurati che non passino anni prima che i consumatori riescano ad ottenere dei risarcimenti, in quanto la proposta prevedrà la possibilità di portare avanti parallelamente azioni legali in tribunale. Ma non siamo ancora soddisfatti, perché ad oggi le norme coprono solo i consumatori, non tutti i cittadini: il nostro impego quindi continua. Ora sta agli stati membri assumere una posizione chiara per dare il via ai negoziati finali su questo importante pacchetto legislativo.

Diritti di proprietà intellettuale

Il Gruppo dei Socialisti e Democratici ha spinto molto per ottenere che l’accesso ai servizi online divenisse più agevole anche oltre i confini dei singoli stati nazionali. In passato, quando ci trovavamo in un altro stato membro dell’Unione, nonostante pagassimo il provider di servizi digitali nel nostro Paese d’origine, non c’era consentito l’accesso a contenuti online come film, serie TV, musica, giochi, eventi sportivi. Noi vogliamo che l’Europa cresca più forte e coesa. È per questo motivo che il Gruppo dei Socialisti e Democratici si è battuto per la rimozione di queste restrizioni. Già dall’aprile 2018, servizi come Netflix, HBO Go, Amazon Prime, Spotify e Deezer sono diventati accessibili anche quando ci troviamo in visita in un altro stato membro per vacanza, studio o lavoro.

La direttiva sul diritto d’autore

In materia di nuove norme sul diritto d’autore (la direttiva sul diritto d’autore nel Mercato unico digitale), il nostro Gruppo si è fatto promotore di un approccio equilibrato che tenesse in considerazione i molteplici interessi in gioco e gli attori coinvolti: i consumatori, gli autori, gli artisti, la cultura europea, l’importanza della libertà di parola in rete e la competitività europea nell’era digitale.

Contenuti digitali

Milioni di consumatori in tutto il mondo perfezionano ogni giorno contratti per la fornitura di servizi e contenuti digitali. Ciò significa non solo contratti per software su computer o applicazioni per il mobile, ma anche libri, film, giochi e musica, contenuti per i quali gli acquisti in formato digitale sono in rapida ascesa. Inoltre, i servizi di cloud computing, le piattaforme commerciali e i social media guadagnano popolarità costantemente. Il deciso cambio di passo nei comportamenti di consumo in direzione del digitale, non dovrebbe mettere in discussione i diritti dei consumatori. In un settore tanto strategico quanto delicato come quello digitale, il Gruppo dei Socialisti e Democratici ha preteso un ampliamento e un consolidamento dei diritti dei consumatori. Tra questi rientrano l’aggiornamento delle obbligazioni e delle norme relative alla responsabilità e affidabilità dei venditori, così come il rovesciamento dell’onere della prova a favore del consumatore. S&D ha voluto che i diritti dei consumatori fossero estesi anche a quei contratti che non prevedono una contropartita in denaro, ma in cui i contenuti o i servizi vengono erogati in cambio della cessione di dati e informazioni personali da parte dell'utente.

Gli informatori

Il Parlamento europeo, trainato dal Gruppo dei Socialisti e Democratici, ha esercitato pressioni sulla Commissione europea affinché avanzasse una proposta di legge che contenesse un pacchetto di norme a difesa degli informatori. I recenti scandali fiscali e finanziari come LuxLeaks, i Panama Papers e i Paradise Papers, sono emersi grazie al coraggio di cittadini che hanno capito che qualcosa non funzionava correttamente. Le rivelazioni di questi cittadini hanno portato alla luce comportamenti illegali, anti-etici, o al limite della legalità. Paradossalmente, molti di loro sono stati messi sotto attacco. Alcuni hanno subito minacce, altri sono stati licenziati o persino condannati per aver diffuso le informazioni che hanno scatenato gli scandali. Le vicende che li hanno colpiti hanno posto il tema dell’importanza degli informatori al centro del dibattito pubblico. Attualmente, la cornice legale di protezione degli informatori nei diversi stati membri dell’Unione è molto disomogenea. Per precludere qualsiasi scappatoia ai colpevoli di comportamenti illeciti e proteggere eroi contemporanei come gli informatori, è urgente la definizione di una cornice legislativa a livello européo. Grazie alla tenacia dei Socialisti e Democratici, il Parlamento ha raggiunto un accordo con il Consiglio d’Europa per garantire che in futuro gli informatori non abbiano motivo di temere alcuna ritorsione per la rivelazione d’informazioni volte a far emergere comportamenti illeciti e violazioni in tutti i campi, anche in materia fiscale. Tutta la società dell’Unione europea ne trarrà beneficio. Per il Gruppo dei Socialisti e Democratici, trasparenza e libertà di espressione sono elementi centrali della democrazia.

Comunicazione d'informazioni relative all'imposta sul reddito da parte di determinate imprese e succursali (CBCR pubblico)

Nonostante i numerosi scandali, temiamo che l’elusione fiscale continui ad essere una pratica troppo diffusa se le informazioni relative al luogo in cui si pagano le tasse rimangono secretate, soprattutto fuori dall’Europa. Ciò che noi chiediamo quindi è che i cittadini, i giornalisti e le organizzazioni non governative, siano messi al corrente di quante tasse pagano le multinazionali e, soprattutto, di dove le pagano. Sotto la nostra guida, il Parlamento europeo ha adottato regole chiare e trasparenti. Ora tutto dipende dalle negoziazioni con gli stati membri. Il Gruppo S&D sta lavorando per garantire trasparenza sulla tassazione, e continueremo a chiedere che le tasse siano pagate nello stesso Paese in cui si generano i profitti.

Equilibrio di genere all’interno della Corte di Giustizia dell’Unione europea

Uno degli esempi più recenti e significativi dell’impegno del nostro Gruppo nel porre il tema dell’equilibrio di genere al centro del dibattito pubblico e garantirne gradualmente il rispetto in tutta Europa, è dato dall’obiettivo di assicurare equilibrio di genere tra i giudici della Corte Generale, assunto durante la fase di emendamento del Protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea.

Certificazione supplementare di protezione per i prodotti medicinali

Il nostro Gruppo ha giocato un ruolo chiave nelle recenti negoziazioni per l’introduzione di nuove norme sulla produzione di farmaci generici e biosimilari all’interno dell’Unione europea, con lo scopo di rendere i produttori con base in Europa più competitivi rispetto a quelli situati in Paesi terzi e migliorare l’accesso dei consumatori a prodotti farmaceutici e medicinali più economici.

Eurodeputati coinvolti

GARCÍA DEL BLANCO Iban
Vicepresidente
Spagna
WÖLKEN Tiemo
Coordinatore
Germania
ROBERTI Franco
Membro
Italia
WOLTERS Lara
Membro
Paesi Bassi
CHINNICI Caterina
Membro sostituto
Italia
DANTI Nicola
Membro sostituto
Italia
GEBHARDT Evelyne
Membro sostituto
Germania
JONES Jackie
Membro sostituto
Regno Unito
SÁNCHEZ AMOR Nacho
Membro sostituto
Spagna
VOLLATH Bettina
Membro sostituto
Austria

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