• Un’Unione Digitale inclusiva per l’Europa

    L’Europa sta vivendo una rivoluzione digitale. Possiamo osservarne l’impatto sulle nostre vite di tutti i giorni: dal voto online alla banda larga, dai mezzi di comunicazione sempre più perfezionati allo shopping online, dagli utili strumenti digitali all’industria e al lavoro hi-tech.

    Accogliamo le opportunità che questa rivoluzione offre a tutti i cittadini europei, e vogliamo affrontare di petto queste sfide.

  • Puo' l'economia digitale cambiare le nostre vite in meglio?

    Il Journal for a Progressive Economy ha dedicato il sesto numero alle sfide e alle opportunità dell’Unione digitale. Economisti e politici di spicco esaminano la creazione di condizioni giuste per il nuovo mondo del lavoro, come la rivoluzione digitale può essere una rivoluzione giusta e il ruolo guida delle start-up e delle innovazioni.

    Per saperne di più su come possiamo sfruttare le nuove tecnologie e le innovazioni digitali, clicca qui.

Cosa intendiamo con Unione Digitale?

La Commissione europea ha proposto una strategia digitale per affrontare alcune di queste sfide, ma vogliamo andare ancora oltre. Vogliamo che il digitale coinvolga tutti gli aspetti della vita europea – una vera Unione Digitale.

Vogliamo garantire che la digitalizzazione delle nostre società ed economie sia sfruttata per promuovere i nostri valori fondamentali e proteggere la libertà, la giustizia, il pluralismo, l’accessibilità e la solidarietà. L’innovazione digitale deve essere sviluppata in maniera da aiutare le comunità a prosperare e promuovere la dignità, l’autodeterminazione, lo Stato di diritto, la privacy, la diversità etnica e culturale, la libertà di espressione e la democrazia.

Dal momento che il tema del digitale è trasversale e collega molte aree, tra cui il mercato unico e le politiche industriali, vogliamo assicurarci che tutti i decisori politici, i sindacati, le parti sociali e culturali, la società civile e le imprese lavorino insieme per affrontare i vari aspetti dell’economia digitale, in linea con li nostri valori democratici e la nostra visione. Vuoi saperne di più? Leggi il libro bianco del gruppo S&D sull’Unione Digitale.

Dubbi digitali? Approfondisci il "technobabble" con il nostro glossario.

Quali sono i vantaggi?

La digitalizzazione sta trasformando il futuro delle nostre economie e delle nostre società. I vantaggi sono chiari: creazione di lavoro, competitività, scelta dei consumatori e crescita sostenibile.

L’informazione smart e la tecnologia di comunicazione metterà in collegamento paesi, regioni, città, comunità rurali, imprese e cittadini in tutta Europa per migliorare la qualità delle nostre vite con un uso efficiente delle risorse.

Le politiche europee devono rispecchiare le ultime innovazioni e garantire che queste creino le basi per costruire una società digitale funzionante e inclusiva in Europa e nel mondo.

Le nuove innovazioni tecnologiche e digitali possono aiutare a contrastare le disuguaglianze sociali e la discriminazione, e a promuovere l’apertura, la giustizia, la trasparenza, la sostenibilità e la responsabilità nella nostra società.

Per cosa ci stiamo battendo?

Il gruppo S&D sta lavorando duramente per assicurare che tutte i futuri finanziamenti e le prossime leggi europee vadano nella direzione del nostro obiettivo di completare un’Unione Digitale inclusiva.

Vogliamo che l’Ue:

  • Supporti gli adeguamenti e le innovazioni necessarie per cambiare la base industriale dell’Europa.
  • Investa nelle infrastrutture digitali, nell’ e-government e negli e-skills.
  • Si impegni a creare lavoro per tutti – basandosi sulle vigenti norme sociali e sul lavoro per adattarle ai nuovi metodi di lavoro e promuovere gli investimenti in formazione e riqualificazione.
  • Renda il diritto europeo digitale, affidabile, giusto e responsabile – applicando le norme sulla protezione dei dati.
  • Costruisca fiducia garantendo che i cittadini siano protetti online e che le comunicazioni elettroniche e la rete siano sicure, specialmente per le piccole imprese.
  • Riveda le norme europee sul copyright per garantire che supportino l’accesso pubblico alla cultura trovando al contempo soluzioni equilibrate per assicurare i diritti degli autori e l’accesso dei fruitori, garantire una giusta remunerazione e promuovere gli investimenti in campo culturale.
  • Trovi una giusta soluzione a livello europeo al geo-blocking.
  • Proponga un quadro giuridico giusto, competitivo e orientato al consumatore per tutte le imprese che operano nel mercato digitale europeo.
  • Fornisca una connettività accessibile e a buon mercato per tutti, in tutta l’Ue.
  • Garantisca una politica fiscale coordinata, equa e sostenibile nell’economia digitale.

Glossario: decifrare il gergo tecnico

Big data – raccolta e analisi dei dati su larga scala, ora possibile grazie alle nuove tecnologie.

Bundling/unbundling: tecnica di marketing che consiste nel combinare servizi in un unico pacchetto, per esempio vendendo servizi di telefonia, servizi internet e servizi televisivi insieme.

Attacchi informatici/cyber-security – tentativi deliberati di danneggiare, interrompere o ottenere accesso non autorizzato a un computer o a una rete di comunicazione elettronica, talvolta su larga scala e contro organizzazioni o società. La cyber-security prevede misure per prevenire e rilevare attacchi informatici.

Agenda digitale – la Commissione europea ha lanciato la ‘Agenda Digitale per l’Europa’ nel 2010 come parte della strategia Europa 2020, concentrando l’attenzione sullo sfruttamento delle tecnologie digitali per rilanciare l’economia europea. Nel 2015, la Commissione ha lanciato una ‘Strategia del mercato unico digitale’ rinnovata, con scopi molto più limitati rispetto all’Unione digitale che il gruppo S&D vuole creare.

Divario digitale – le divisioni economiche e sociali causate dai differenti livelli di accesso ai servizi online, per esempio certe fasce d’età o livelli di reddito potrebbero essere sempre più esclusi a causa della mancanza di capacità o di apparecchiature.

Alfabetizzazione digitale – la capacità di ricercare, comprendere, valutare e creare informazioni dalle fonti elettroniche.

E-government – utilizzare le tecnologie per fornire servizi pubblici migliori ai cittadini e alle imprese, tra cui il ripensare al modo in cui le organizzazioni e i processi funzionano. Ne sono un esempio il voto online, le piattaforme per i cittadini per pagare le tasse o idee intelligenti come la segnalazione di buche tramite cellulare.

Geo-blocking – diversi tipi di pratiche di marketing che creano barriere digitali artificiali tra paesi Ue e impediscono ai consumatori l’accesso ai servizi o ai prodotti digitali fuori dal proprio Stato membro.

 IP - internet provider/intellectual property/internet protocol (una convenzione per vendere dati attraverso una rete).

Net neutrality – il principio secondo cui tutto il traffico internet dovrebbe essere trattato equamente, senza discriminazioni, restrizioni o interferenze, indipendentemente da mittente, destinatario, contenuto, servizio o applicazione.

Open access – accesso online gratuito all’informazione scientifica (spesso ricerca finanziata con fondi pubblici).

Open source – software accessibile al pubblico di modo che ognuno possa accedere, utilizzare o modificare il codice, solitamente all’interno di una licenza quadro.

Fornitori over the top – fornitori digitali di servizi simili (per lo più telecomunicazioni) che non devono rispettare le norme sulla concorrenza tradizionale (non digitale).

Trasferibilità – la possibilità di usare software e contenuti digitali fuori dal paese in cui sono stati comprati.

Roaming – usare i telefoni cellulari fuori dall’area in cui il servizio è stato acquistato, con o senza costi aggiuntivi da parte del fornitore del servizio, comprese le telefonate e il traffico dati.

Sharing economy – il modello economico in cui gli individui possono noleggiare beni o servizi direttamente dai proprietari.

STEM subjects – scienza, tecnologia, educazione e matematica: le competenze informatiche chiave necessarie per investire nel futuro.

Neutralità della tecnologia – garantire che le normative siano applicate in egual maniera nelle diverse piattaforme usando tecnologie alternative per fornire prodotti simili. 

Servizi universali – il servizio minimo, specificato nella Direttiva servizio universale, disponibile per tutti i fruitori e in futuro per tutti i servizi di telecomunicazioni e dati indifferentemente dalla localizzazione geografica a prezzi accessibili.

  • Lavoro digitale per tutti

    • Capitalizzare le capacità, le conoscenze e l’esperienza di cui già disponiamo per assicurare che l’Europa sia pronta ad affrontare la sfida, così da creare più lavoro, e di maggiore qualità, nell’Ue.
    • Concentrare l’attenzione sulla formazione, la riqualificazione e sull’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, per supportare e preparare la nostra forza lavoro, e cogliere questa nuova opportunità.
    • Garantire che una transizione verso un ambiente di lavoro digitale non indebolisca gli standard di lavoro e di impiego europei, compresi il diritto del lavoro, le norme in materia di sicurezza e salute, la protezione dei dati e gli standard di protezione dei consumatori.
    • Incoraggiare le parti sociali a sostenere i lavoratori con trasformazioni nell’economia e nei posti di lavoro, in particolar modo supportando le persone in difficoltà, difendendo i diritti dei lavoratori e costruendo partnership solide.
    • Cercare nuove forme di accordi di lavoro e nuovi modi per tutelare la qualità del lavoro, tra cui la modernizzazione dei sistemi di sicurezza sociale, il dialogo sociale e la contrattazione collettiva, pur mantenendo alti livelli di protezione dei lavoratori.
    • Monitorare gli effetti qualitativi e quantitativi dell’economia digitale sull’occupazione – il dividendo digitale degli incrementi della produttività digitale dovrebbe andare a vantaggio di tutti, non solo dei datori di lavoro.
  • Industria e innovazione

    • Promuovere programmi per le start-up, per aiutare le grandi idee a crescere e svilupparsi.
    • Sviluppare hub europei innovativi e transfrontalieri per creare regioni con concentrazioni di capacità e imprese, per creare nuovi posti di lavoro e opportunità.
    • Cercare una collaborazione più stretta tra società affermate e nuove start-up, per promuovere un modello industriale della ‘produzione digitale’ che sia integrato, sostenibile e competitivo.
    • Creare centri tecnologici in regioni europee meno industrializzate, per aiutare a stimolare le economie locali e condividere le innovazioni e l’accesso alle informazioni con start-up e piccole imprese da tutta Europa.
    • Supportare standard aperti per favorire metodi di lavoro collettivo e innovazione. Open source e open access accelerano i processi di innovazione e migliorano ricerca e sviluppo. Bisognerebbe incoraggiare nuove idee, nuovi prodotti e servizi per  sfruttare interoperabilità, indipendenza e trasferibilità.
    • Sviluppare standard di interoperabilità, soluzioni e quadri europei.
    • Garantire che le nuove tecnologie promuovano la crescita sostenibile, migliorino la qualità della vita, affrontino i cambiamenti climatici e il tema dell’efficienza, compresi smaltimento e riuso.
  • Inclusione digitale

    E-government:

    • Promuovere e incoraggiare il riutilizzo delle informazioni del settore pubblico.
    • Consentire a tutti i cittadini europei un accesso semplice a più servizi amministrativi online, con una maggiore interoperabilità transfrontaliera dei regimi di identificazione elettronica.
    • Usare le opportunità delle tecnologie Big Data per migliorare le fonti pubbliche di dati e sviluppare soluzioni intelligenti e sostenibili in settori come i trasporti pubblici, le smart city, l’agricoltura e i settori marittimi.
    • Incoraggiare la digitalizzazione delle amministrazioni europee e nazionali per renderle moderne ed efficienti dal punto di vista economico.

     

    Infrastrutture:

    • Dare la priorità alla connettività ad alta velocità per tutti, coprendo tutte le varie parti dell’Unione Europea, comprese le zone rurali e remote.
    • Usare finanziamenti pubblici e privati per infrastrutture digitali inclusive.

     

    Capacità:

    • Supportare le piccole imprese e i cittadini – specialmente anziani e disabili – per assicurare un accesso inclusivo e senza barriere ai servizi digitali.
    • Inserire le competenze informatiche nei programmi di studio scolastici fin dalla scuola primaria.
    • Sviluppare programmi di istruzione digitali adattati a maschi e femmine.
    • Promuovere l’insegnamento di scienza, tecnologia e matematica nell’istruzione superiore.
    • Garantire il libero accesso all’istruzione digitale e agli strumenti TIC.
  • Diritti online: fiducia ed equità

    Fiducia: protezione dei dati e sicurezza informatica

    • Applicare il pacchetto sulla protezione dei dati, che deve fare della protezione dei cittadini una priorità.
    • Garantire che le tecnologie digitali che utilizzano i big data rispettino la privacy.
    • Attuare la direttiva sulla sicurezza delle informazioni in rete (cyber-security) per garantire una maggiore cooperazione per far fronte agli attacchi informatici.
    • Lavorare con le aziende informatiche per prevenire il cyberbullismo e promuovere i comportamenti online virtuosi.
    • Promuovere obiettivi di sviluppo dell’alfabetizzazione digitale a livello globale.
    • Garantire la protezione online delle persone vulnerabili – specialmente abusi online e sui minori.  Internet aperto e libero per tutti non significa internet senza regole.
    • Analizzare l’impatto culturale e sociale di una società digitalizzata.

     

    Un accordo giusto per i consumatori

    • Porre fine ai costi di roaming della telefonia cellulare e del traffico dati all’interno dell’Ue e assicurare che i costi delle chiamate transfrontaliere siano equi.
    • Garantire la certezza giuridica per la neutralità della rete, per assicurare che tutto il traffico internet sia trattato equamente, senza discriminazioni, restrizioni o interferenze. La gestione del traffico dovrebbe essere permessa solo in circostanze eccezionali ed entro chiari limiti giuridici.
    • Migliorare la protezione dei consumatori (compresa la fornitura del servizio universale) nelle norme quadro delle telecomunicazioni elettroniche.
    • Assicurare che la direttiva sull’e-commerce protegga i consumatori e crei un ambiente online più equo e favorevole all’innovazione.
    • Stabilire uno schema di etichettatura europeo per informare i consumatori sulle prestazioni dei ricevitori nei telefoni cellulari.
    • Rafforzare le norme europee in materia di concorrenza per vietare l’eccesiva concentrazione sul mercato e l’abuso, per monitorare la concorrenza per i contenuti e i servizi raggruppati, e considerare norme per separare i motori di ricerca dagli altri servizi commerciali.

     

    Economia digitale

    • Rivedere le pratiche commerciali delle piattaforme di ‘sharing economy’ e considerare un quadro normativo per le piattaforme nell’economia digitale.
    • Disciplinare i contenuti, l’accesso o la privacy e la protezione dei dati per i cosiddetti fornitori ‘over the top’ così come per i tradizionali servizi delle telecomunicazioni e dei media audiovisivi.
    • Trovare una soluzione al geo-blocking, di modo che i contenuti o le informazioni a pagamento possano essere accessibili da un paese Ue diverso dal proprio senza che vi siano restrizioni all’economia digitale o che si spingano i consumatori europei a usare strumenti illegali per eludere le regole.
    • Garantire una politica fiscale coordinata, equa e sostenibile, adattata all’economia digitale.
    • Rivedere le norme europee sul copyright per assicurare che supportino l’accesso pubblico ai beni culturali trovando al contempo soluzioni equilibrate per garantire i diritti d’autore, l’equa remunerazione e gli investimenti in campo culturale.

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